Nella nota a sentenza pubblicata sulla Rivista Eurojus, la dott.ssa Morlotti analizza e commenta la sentenza della Cassazione n. 29593/2025. Essa affronta una questione di particolare rilievo emersa a seguito dell’intervento legislativo operato dal d.l. 20/2023: se, a seguito dell’espunzione del riferimento alla tutela della vita privata e familiare dal testo dell’art. 19, co. 1.1, TUI, tale tutela continui a rientrare nell’ambito della protezione complementare. La decisione prende le mosse da una fattispecie paradigmatica nel contesto del contenzioso in materia di protezione internazionale: il ricorso di un cittadino senegalese la cui domanda era stata rigettata come manifestamente infondata, ma che nel corso del giudizio aveva dato prova di un percorso di integrazione sociale e lavorativa non marginale.
Il Tribunale di Venezia, ravvisando la possibile sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della protezione complementare, ha sollevato la questione interpretativa dinanzi alla Corte di Cassazione, chiedendo di chiarire se, nonostante l’abrogazione del 2023, la tutela della vita privata e familiare possa ancora essere riconosciuta e, in caso affermativo, entro quale cornice interpretativa.
SARA MORLOTTI, Migranti in posizione irregolare e tutela della vita privata e familiare: la Cassazione (n. 29593/2025) ricompone l’equilibro tra criteri CEDU e protezione nazionale, in EuroJus, Segnalazioni, 15/12/2025.